Quanta nebbia ad Appiano…

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Neppure il Mago di Oz sarebbe in grado di stilare una diagnosi per la malata, incantesimi e sortilegi vari non basterebbero per ripristinare il naturale modus operandi di una macchina che fa fatica persino a mettersi in moto, riuscendo prima di sabato, a strappare punticini qua e la senza mai intravedere il viatico della guarigione. Più che tentativi di resurrezione, continui scatti d’orgoglio, e isteriche reazioni  per riappropriasi della facoltà di dare quanto meno una sbirciata alla classifica, talmente brutta da scoraggiare eventuali piani-scalata, e di rimandare tutto dopo la sosta natalizia. Si è troppo guardata allo specchio, campando dei ricordi del triplete, garantendo ad alcuni elementi una sorta di debita riconoscenza, quando sarebbe stato forse più giusto sancire l’inizio di una fine. In verità i presupposti per stilare i titoli di coda c’erano, dopo Mou, si doveva tagliare il cordone ombelicale con altri senatori della truppa, perche i giovani quest’anno approdati, sono solo il contorno di un puzzle scarnito, e non realmente parte integrante di un nuovo progetto che non c’è e che se c’è ancora non si palesa. L’operazione svecchiamento è partita in ritardo, intanto l’età media della rosa si è notevolmente alzata, e in avanti è rimasta una voragine che non è stata colmata, perche Zarate non è Eto’o, e Milito è il gemello diverso di quello che abbiamo avuto modo di ammirare con il santone di Setubal. L’autunno nero degli uomini di Ranieri ha tanti perché, ma persino lui non riesce a dare delle risposte plausibili, la macchina si è ingolfata, 14 punti in 15 partite, se non è crisi questa…poco ci manca.

-claudio ranieri
-claudio ranieri

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