La Follia del Calcioscommesse

0
544

Lo scenario che va a delinearsi in queste ore ricalca l’inverosimile: un boss con un nome impronunciabile che dal lontano Singapore architetta la scalata al calcio italiano, emissari slavi che passando sotto i nomi di “zingari” e “ungheresi” prendono i contatti con ultrà, calciatori di Serie A e rappresentanti della camorra. Qui non si parla più di calcio, è un associazione a delinquere di stampo internazionale che sta affossando il nostro sport nazionale, ha ragione Daniele De Rossi quando dice “Stavolta è peggio del 2006. Perché lo scandalo sulle scommesse tocca noi giocatori”.

Dall’intreccio delle confessioni del pentito Gervasoni, delle intercettazioni telefoniche, delle indagini degli inquirenti fuoriesce una situazione a dir poco allarmante. Tra i giocatori di Serie A chi ha manifestato un comportamento più equivoco è Giuseppe Sculli, che tuttavia non è tra i nomi degli indagati eppure è lui che tieni i contatti con gli slavi, come Domenico Criscito era presente allo strano incontro immortalato in una foto con ultrà del Genoa e con un pregiudicato bosniaco. “Mi ricordo quell’episodio” dice Criscito ai microfoni di Rtl “Mi contestano una foto in cui sono con due amici, nonché capi ultrà del Genoa. Stavamo chiacchierando di quanto accaduto la domenica prima nel derby del 2011. E con Sculli, che è un mio amico, non abbiamo mai parlato di Lazio-Genoa”. Ma se Sculli non era presente per programmare la combine tra Lazio e Genoa, perché si trovava tra genoani dal momento che all’epoca era in forza alla Lazio? La difesa di Criscito si poggia su basi di argilla, fa rabbia quando lui stesso afferma “Non ho bisogno di certe cose. Grazie al cielo faccio un lavoro bello, che sognavo fin da piccolo e i soldi non mi mancano. Che senso avrebbe rovinarsi per 20, 30 o magari 40 mila euro?”.

Intanto Mimmo Criscito è fuori dalla spedizione per Euro 2012, ma non perché indagato e quindi per aver infranto il famoso “codice etico”, ma come spiega Demetrio AlbertiniNon è sereno e avrebbe dovuto sopportare una pressione mediatica che nessuno è in grado di reggere”. La regola del buon comportamento fuori e dentro il campo di gioco sembra essere solo un enorme ipocrisia, già messa da parte per Balotelli autore di bravate che neanche a un bimbo immaturo di quindici anni verrebbero mai in mente, ora non viene presa in considerazione per reati ben più gravi che comportano la detenzione in carcere. Così stasera vedremo Leonardo Bonucci titolare in campo, si perché il difensore della Juventus è indagato, la notizia è arrivata mentre la nazionale si stava trasferendo a Parma. I dirigenti dell’Italia aspettano l’ufficialità, con l’arrivo dell’avviso di garanzia al giocatore, e per il momento non trovano di meglio da fare che “stargli vicino”. Ci dimentichiamo sempre che se una persona è totalmente innocente, non viene coinvolta in questi scandali.

Sinceramente, siamo stufi di questi falsi campioni. Bambini mai cresciuti, arroganti e insaziabili che hanno avuto la fortuna di nascere con i piedi buoni e trovare la strada giusta per il successo. Vederli ancora sui campi da gioco sarebbe un insulto per i tanti ragazzi che sognano la Serie A. Certo la sentenza non è ancora stata emanata, ma le accuse son pesanti e le prove sempre più schiaccianti. Staremo tutti meglio se questi presunti calciatori non si facessero più vedere né sentire fino ad avvenuta emissione della sentenza, saranno i giudici a giudicare e di certo non i media e men che meno l’affetto, troppo spesso ceco e incondizionato, dei tifosi.

 

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.