La finale si avvicina, conferenza stampa di Prandelli

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Mentre dalla Germania arrivano tristi notizie di aggressione ai tifosi azzurri in festa, la nostra nazionale di calcio si prepara alla gara più importante degli ultimi sei anni.

Berlino, Monaco, Wolfsburg, Lubecca, Kassel, Marl e Wuppertal, queste sono le città dove ci sono stati gli scontri più violenti, è una brutta nota stonata dal momento che nei telegiornali risaltava la sportività del popolo tedesco. Agli italiani, tra le altre cose sono stati lanciati addosso spaghetti in segno dispregiativo. Probabilmente l’esito della semifinale europea è stata solo un pretesto per pseudotifosi più interessati a scatenare mega risse.

Tuttavia, di questo non si è parlato nella lunga conferenza stampa che ieri ha visto protagonista il commissario tecnico azzurro Cesare Prandelli. Ovviamente, la domanda d’obbligo ha riguardato la partita di domenica contro la SpagnaDovremo cercare di trovare i loro punti deboli e lavorare su questi. Sono campioni d’Europa e del mondo, un esempio. Però ci siamo. Siamo cresciuti, e se un c.t. ha tempo per lavorare, per diventare allenatore, può lavorare meglio. A Danzica abbiamo giocato un buon primo tempo. Non dobbiamo aver paura di confrontarci con loro. Dobbiamo avere la forza di giocare, con le idee, con qualità. Dobbiamo giocare così, in maniera propositiva, è quel che piace alla gente, ai 23 milioni che ci hanno visto in tv, a Varsavia. Non si può tornare indietro. La Spagna lo fa da tempo, in quest’ultima generazione è riuscita a concretizzare, con i successi, questa idea. Quanto è cambiata l’Italia, da Danzica? E’ migliorata lavorando sul campo, come convinzione fisica e psicologica”. Prandelli finisce per togliersi anche qualche sassolino dalla scarpa, il riferimento al “tempo per lavorare” è chiaro, durante la stagione la nazionale non riscuote grande interesse sopratutto negli organi competenti dell’organizzazione del calcio italiano, lo strapotere dei club è esorbitante “Quando si dice che la Nazionale non interessa a nessuno, durante la stagione agonistica, è vero. In occasione delle amichevoli tutti parlavano di Juventus e Milan, nessuna domanda sulla Nazionale. Poi adesso portiamo milioni di persone in piazza. Ma da settembre più nessun interesse per noi. E’ un problema un po’ di strutture, e un po’ relativo agli interessi dei club che sono preponderanti rispetto a quelli della Nazionale. Si può già parlare di divorzio? Assolutamente no. Buffon mi ha chiesto del mio futuro, ne abbiamo parlato, mi ha fatto piacere che fosse interessato. Ma non pongo alcun tipo di condizione alla Figc, qua non va via nessuno”. L’allenatore azzurro si è preoccupato di chiarire anche la “questione etica”, tema centrale di aspre critiche al tempo della partenza per la Polonia “Il codice etico? E’ relativo ai comportamenti in campo, non alla vita privata”.

Comunque vada domenica, i dirigenti della nazionale faranno bene a tenersi ben stretto un allenatore del calibro di Cesare Prandelli, ha saputo far risorgere non solo la “squadra Italia” ma anche la passione dei milioni di italiani, in soli due anni e dopo che il disastro in Sud Africa faceva presagire anni e anni da comparse nei tornei internazionali. Invece eccoci qua, sotto i riflettori di tutto il Mondo, nella finale più prestigiosa del momento, contro la Spagna campione di tutto.

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