Italia-Germania, occhio alla storia

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Alzi la mano chi tra gli italiani non ha sorriso quando la semifinale Italia-Germania è stata decisa, i ricordi legati a questa partita sono diversi, magici e ancora molto vivi. Ma attenzione a non dire gatto finché non ce l’hai nel sacco, Trap docet.

Ad invitare gli italiani nel non fare troppo affidamento nel passato ci pensa Gianni Rivera, gran protagonista dello storico 4-3 del mondiale 1970Non possiamo essere un modello. Gli azzurri devono giocare secondo le loro caratteristiche e con la mentalità di Prandelli. Devono guardare all’oggi e non al passato. Tutto si modifica e le situazioni cambiano”.

Rivera ha ragione, la storia non è ciclica e gli avvenimenti non si ripetono mai allo stesso modo. É vero per la Germania calcistica noi siamo un tabù, ma i tabù sono fatti per essere sfatati, quindi non giochiamo molto con la sorte e speriamo che giovedì il cielo si colori ancora una volta di azzurro.

Sarà senza ogni dubbio una partita molto diversa rispetto al quarto di finale giocato contro l’Inghilterra, la Germania giocherà a viso aperto avendo la sua arma migliore nell’attacco e nella quantità di gioco creato. Non è priva di punti deboli, la difesa non è delle migliori e anche contro la Grecia ha mostrato qualche lacuna. Dal canto suo l’Italia non può vantarsi di essere una macchina da gol, in questi europei sono state tante le occasioni e davvero poche quelle sfruttate.

Gli azzurri insomma devono crescere ancora, la semifinale sarà per noi una grande impresa, il campo ci darà la sentenza: quanto la nostra nazionale è matura?

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