Italia-Biscotto ancora poche ore di attesa

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Ormai il biscotto è un complesso italiano, una paura infettiva che si è infiltrata non solo nei sogni azzurri, ma anche in quelli spagnoli e croati che rischiano davvero di essere presi dalla stessa malattia. Insomma, tanto più lo si chiama, questo maledetto biscotto, tanto più si rischia di evocarlo per davvero.

Intanto che noi stiamo a studiare le dichiarazioni di Bilicsiamo sportivi, genitori, siamo persone normali, cattolici o di altre religioni, non pensiamo a questo tipo di accordi, penso sia stupido parlarne ancora. Sia noi che la Spagna ce la giocheremo e all’Italia e agli italiani dico solo ‘fidatevi di noi” e di Del BosqueStanco di sentir parlare di 2-2 già scritto? No, è il calcio. Non penso a fare 2-2 e credo non sia bello per il calcio parlare troppo di questa storia. Io credo in un calcio pulito ma più parliamo di questo, più facciamo sì che la gente pensi male” non stiamo considerando l’unico ostacolo concreto che ci sarà tra la nazionale italiana e l’accesso ai quarti, l’Irlanda. La squadra del Trap è un leone ferito, una squadra ormai fuori dalla competizione ma che non smetterà mai di onorare il calcio, come ha già dimostrato in passato. I verdi non hanno mostrato grandi capacità tecniche in queste prime due partite, inutile guardare poi alla partita contro la Spagna dove sono stati surclassati dalle vere furie rosse, ma tornando qualche giorno più indietro scopriamo i veri pericoli che attendono gli azzurri.

Gli irlandesi sono una squadra che punta tutto sul fisico e sulle indicazioni tattiche del Trap, che ci riesce eccome a far bene il suo mestiere. Hanno un grandissimo carattere, possono essere in svantaggio di due reti che lottano fino al 95° tentando di attaccare e far gol. Hanno corsa e grande prestanza atletica. L’Italia può però batterli senza troppi patemi d’animo, come? Giocando come il primo tempo di Italia-Spagna e come il primo tempo di Italia-Croazia, ovvero con grande qualità tecnica, con tanta determinazione e sopratutto senza paura. Il timore di prendere gol, di uscire dall’Europeo, non solo ha compromesso la partita contro i croati, ma ha anche portato all’eliminazione di una delle squadre favorite nel torneo: la Russia.

L’Italia di Prandelli è una squadra fatta a metà, le manca quel tanto che può portarla a fare il salto avanti, quella di oggi sarà una grandissima prova di carattere che potrà sancire l’inizio di una nuova era per il calcio italiano. Ma a noi tifosi, ora come ora, non ci resta che congiungere le mani e pregare, e stasera alle 20.45 tutti davanti alla tv, e come sempre: forza Italia!

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