Intervista a Cesare Prandelli: l’Italia che verrà

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Il Corriere dello Sport ha intervistato in esclusiva il ct della Nazionale Cesare Prandelli, questi si è mostrato in fibrillazione in attesa dell’inizio del campionato di Serie A aspettando conferme e nuove sorprese che gli serviranno per alimentare il progetto Italia.

L’attenzione di Prandelli è rivolta in particolare alle giovani promesse, dopo la conferma di Mario Balotelli agli ultimi europei, l’attenzione è tutta concentrata su Mattia Destro candidato numero uno a fargli da spalla “ha fatto il salto di qualità la stagione scorsa con Sannino, che lo ha inquadrato, gli ha fatto capire l’importanza della fase intermedia. Un attaccante ora deve saper tornare nella maniera giusta, e i suoi adesso sono movimenti da ragazzo che ha lavorato settimanalmente su certi schemi. Quest’anno avrà l’opportunità di migliorarli e perfezionarli” e sulle qualità di allenatore di Zdenek Zeman, nuovo mentore di Destro, Prandelli fa totale affidamento “Mi intriga il progetto Roma, affidato a Zeman, alla qualità del gioco e al suo calcio offensivo”.

Cesare Prandelli è molto soddisfatto dell’abbondanza di nuovi talenti italiani nel settore dell’attacco, arriva ad ipotizzare un attacco a tre se questi continueranno a maturare con costanza. Allora come non citare la nuova punta del Napoli reduce da una fantastica annata a Pescara, Lorenzo InsigneLo abbiamo seguito con attenzione, le relazioni dei tecnici federali sono tutte ottime. Ora è semplice parlarne bene; è un attaccante moderno, anzi è il prototipo dell’attaccante moderno, ha la giocata in funzione alla squadra, mai fine a se stesso; e poi è generoso sul piano tattico. Tutto questo grazie agli allenatori che ha avuto, come Zeman, che gli ha insegnato i tempi di gioco”.

Ad ultimo, il ct della Nazionale ha ribadito l’importanza di trattenere in Italia le stelle nostrane, si è mostrato a tal proposito molto soddisfatto dell’esito della vicenda legata a Daniele De Rossi, fedele alla sua Roma, invece oltremodo rammaricato per la facilità con cui si è fatto partire all’estero un talento quale Marco Verratisiamo stati dei polli a farlo partire, le sue qualità le si conoscevano da mesi”.

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