Conferenza stampa di Conte: è guerra!

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Era attesa da juventini e non la conferenza stampa di ieri pomeriggio, Antonio Conte si è presentato assieme al vice Alessio, come lui condannato dalla giustizia sportiva, e attorniato da un equipe di avvocati. Come era prevedibile l’intera conferenza stampa è consistita in un feroce e rancoroso attacco nei confronti dei giudici, di chi ha portato avanti le indagini e di chi, “collaboratore di giustizia”, ha fatto i nomi.

Se da un lato è comprensibile lo sfogo di Conte, che ha ben ragione di tirare l’acqua al proprio mulino, non altrettanto spiegabile è la strategia della Juventus che continua a far barricate intorno al proprio allenatore, colpevole di atti commessi quando della società torinese non faceva ancora parte. Insomma in tutta questa faccenda la Juve  c’entra poco e niente, tuttavia gli avvocati scelti dalla società impostano la propria arringa difensiva su toni “da tifoso”, ribadendo l’antico tormentone della società juventina antipatica a tutti, e ponendo il dubbio che chi ha deciso per la condanna ad Antonio Conte l’abbia fatto per puro spirito anti-juventino.

Ho ascoltato tutti, sono stato in silenzio rispettando le regole, come in campo così fuori. Questa è una vicenda assurda e ieri c’è stata la classica ciliegina sulla torta” così ha esordito nel pomeriggio di ieri Conte “Sono rimasto allibito dall’intervento di un componente della commissione che mi ha giudicato. Qualcosa di grave, mai visto. Qualcosa di improprio e fuori dalle regole da parte di un signore che le regole dovrebbe farle rispettare. Un signore che forse per uscire sulle prime pagine dei giornali fa delle dichiarazioni inopportune, che mi fa pensare che possa esserci qualcosa di personale nei miei confronti. Ho la consapevolezza di aver subito gravissime ingiustizie”. L’ex allenatore del Siena è  parso a tratti scosso, più e più volte ha ribadito un unico concetto, lui è innocente.

Nonostante quanto detto davanti ai giornalisti, la difesa impostata davanti ai giudici non verte sull’innocenza di Conte ma sull’ammissione della sua colpa. Il patteggiamento consente all’allenatore di usufruire di uno sconto di pena, ma a costo dell’ammissione del reato: qui nasce l’ambiguità di tutta la faccenda.

Le dichiarazioni di ieri son state tanto cruente da far scatenare reazioni indignate nei piani alti dello sport italiano, il presidente del Coni Petrucci ha voluto dire la sua esasperato dalla piega presa dall’intera vicenda “Basta con questi attacchi ai giudici e alla giustizia sportiva. In queste settimane assisto a esibizioni muscolari che mostrano il lato peggiore di uno sport che non merita mortificazioni. Sembra che l’unico colpevole di questo calcioscommesse sia Palazzi e non chi ha commesso illeciti. Così non si può andare avanti. Il calcio non può pensare di vivere senza regole o in spregio di quelle esistenti, approfittando di casse di risonanza mediatiche superiori a quelle degli altri sport che invece rispettano le regole e i verdetti anche nei settori professionistici” ha quindi continuato col suo sfogo, non menzionando mai la Juventus e la vicenda di Antonio Conte, sebbene il collegamento sia implicito “Non si può immaginare di commentare le sentenze ad ogni grado di giudizio. Occorre rispettare i giudici, gli arbitri e quanti sono preposti al rispetto delle regole. Altrimenti sarebbe solo caos e questo il Coni non può consentirlo. Per questo dico: giù le mani dalla giustizia sportiva!”.

Possiamo infine constatare che ieri pomeriggio la dirigenza della Juventus in primis, ha perso un ottima occasione per abbassare i toni, dare un grande gesto di civiltà al mondo del calcio che tanto ne ha bisogno. Invece il risultato è stato quello di alzare la tensione, fomentare l’odio, mandare messaggi obsoleti sopratutto a quel mondo delle tifoserie italiane a cui non servono certo pretesti del genere per far finire il nostro campionato sulle prime pagine dei giornali di tutto il mondo, e non di certo per le prodezze dei campioni in campo.

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