Calcioscommesse: la Juventus contro Zeman e Palazzi

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Dopo le sentenze della Disciplinare la bufera legata al calcio scommesse è ben lungi da finire. Le risposte date dall’allenatore della Roma Zeman in conferenza stampa a proposito delle vicende legate allo juventino Conte, hanno fatto infuriare la dirigenza bianco-nera. Dall’altra parte Palazzi ricorre in appello contro le assoluzioni decise dalla stessa disciplinare, Pepe e Bonucci sono ancora in bilico.

Al tecnico boemo in conferenza stampa è stata rivolta una domanda molto chiara “Non le sembra strano che un tecnico squalificato possa allenare ma non andare in panchina?” al che Zeman non ha avuto problemi, come di consueto, nell’esprimere il proprio parere “Succede anche per i giocatori ma credo che un allenatore che abbia una lunga squalifica non dovrebbe poter allenare“. La dirigenza della Juventus, Marotta in primis, sentitasi offesa non ha perso tempo, e di rimando ha attaccato sul personale il boemo “Spieghi perché nel 2005 contro il Parma girò le spalle al campo..”.

In Italia non riusciamo a far a meno di inutili polemiche e imbarazzanti show, la finale di supercoppa italiane è un esempio di come il nostro campionato faccia più notizia per gli scandali che per il buon gioco espresso. Effettivamente Zeman ha espresso un semplice concetto ribadito poco prima nelle stessa conferenza stampa in proposito dello scandalo calcioscommesse “Non ho letto le carte ma penso che, se si voglia debellare questa cosa, occorra essere più decisi”. Oggettivamente una squalifica che consenta comunque di continuare a svolgere il proprio lavoro è palesemente superficiale, tanto vale non squalificare affatto, ma non saremo italiani se i nostri regolamenti non presentassero queste contraddizioni. Non sono dello stesso avviso i bianco-neri, e con loro si schierano sia il c.t. della nazionale Cesare Prandelli La teoria di Zeman non mi trova d’accordo, dieci mesi senza andare in panchina è già una pena pesante, non vedo perchè non possa allenare durante la settimana” sia Renzo Ulivieri presidente dell’ Aiac (Associazione Italiana Allenatori Calcio) che si mostra sensibile alle richieste di Marotta di punire Zeman per le “dichiarazioni indiscrete”.

Il d.s. Della Roma Baldini ha cercato di spegnere i fuochi della polemica sostenendo il proprio allenatore e collega “Quella di Zeman è un’opinione personale, ed in quanto tale da ritenersi legittima, fornita in seguito ad una domanda generica ed alla quale negli stessi termini è stata data risposta, tralasciando l’uso che della risposta è stato fatto, ha generato un’altra inutile polemica. Abbiamo appena finito di realizzare, attraverso le Olimpiadi, quanta bellezza lo sport sia invece in grado di generare bellezza che la As Roma davvero non vorrebbe rendersi complice nel disperdere. Una volta rilevato, da parte nostra, la profonda differenza tra regolamenti e sentenze con quelle che sono invece semplici e inutili illazioni, ci auguriamo ed auguriamo a tutti un buon campionato”.

Intanto il procuratore federale Palazzi ricorre in appello contro tutte le sentenze di proscioglimento decise dalla disciplinare, non solo Pepe e Bonucci dunque, ma anche l’espatriato Di Vaio e gli altri calciatori coinvolti saranno soggetti ad un nuovo processo. I giocatori erano stati assolti perché il super-pentito che tutti gli aveva tirati in ballo, Andrea Masiello, era stato dichiarato inaffidabile. Proprio a questa decisione si oppone Palazzi, la credibilità di Masiello sarebbe testimoniata dalla compatibilità tra le primissime spontanee dichiarazioni rilasciate subito dopo l’arresto e quelle ultime rilasciate al gip e ai pm di Bari.

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