benitez esonerato

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Se leggessimo stamattina nei giornali “Benitez esonerato”non ci stupirebbe affatto! Non è mai stato un matrimonio perfetto..

L’Inter e Benitez non si sono mai seriamente incontrati. Moratti non ha mai finito di elaborare il disappunto per l’addio di Mourinho. Non voleva un altro tecnico, altre abitudini, un altro gioco. Voleva quel signore che prosciugava i giocatori ma portava risultati. Benitez non è stata una scelta, è stato un pretesto. Serviva un colpevole. Era chiaro che l’Inter stavolta avrebbe pagato. Erano troppi anni che correva. Era chiaro che serviva una stagione di nemesi. Per questo Moratti non ha mai amato Benitez, perché era stato ingaggiato per gestire una stagione di crisi inevitabile. Forse per questo è stato fatto un mercato quasi a dispetto. Via Balotelli senza essere sostituito. In arrivo solo giocatori voluti dalla società. A Mourinho fu acquistato Quaresma per 30 milioni nell’ultimo istante di mercato. A Benitez non è stato acquistato nessuno. Fin dal primo minuto Moratti ha marcato una distanza netta con il nuovo tecnico, come non fosse il suo.

Non c’è mai stata passione tra l’Inter e il suo allenatore, solo mestiere, esperienza, professione. Benitez era il meno inadatto a coprire un vuoto, non un prescelto. Un signore per giunta gentile come gli anonimi e un po’ grossolano, dentro cui Moratti non è mai riuscito a trovare l’ironia, il talento e la presenza che pretende da un leader. Moratti non lo ha abbandonato subito, ma lo ha lasciato a se stesso. Ne ha preso le distanze. Benitez ha poi fatto il resto. Ha sofferto inevitabilmente l’assenza di Mourinho. Ha cercato di spiegare a Moratti perché Mourinho avesse vinto tanto pur essendo il suo opposto e di conseguenza sbagliasse. È partito difendendosi dimenticando di attaccare. Questo è il punto: Benitez non ha mai cominciato davvero. Né Moratti lo ha mai davvero voluto. C’era solo una siepe molto alta da saltare in fretta. I danni facevano parte del progetto. Benitez era una specie di parola addio agli anni dell’età dell’oro. Torneranno forse, ma non con lui. Non era chiara forse solo l’evidenza di questo disastro. Ma le incongruenze sì, le incomprensioni, i silenzi.

Benitez non è mai entrato nell’Inter, non ne ha mai capito l’anima. E tutta l’Inter ha lottato a lungo per tenergliela nascosta, quasi volesse vedere se era all’altezza. Come se tutti all’Inter sapessero che per ricominciare bisogna prima smettere. Benitez è stato questa fine, questo abbandono. È stato uno straordinario gioco delle parti, dove tutti dovevano pagare qualcosa. Il problema adesso è come fare per cercare davvero il futuro. I nomi nuovi contano, ma serve soprattutto capire che con Benitez è sparita una parte di Inter. Non basta cercare un nuovo tecnico, bisogna cercare una nuova squadra. C’è questa coscienza? Ci sono i mezzi e la volontà per ricostruirla?

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