Barcellona sconfitto, il Chelsea in finale

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Il calcio è questo, non sempre i più forti vincono e gli esiti delle partite, anche quando si gioca sia l’andata che il ritorno, non sono mai scontati: la semifinale tra Barcellona e Chelsea di quest’anno insegna, con un parziale di 3-2 i blues passano in finale (1-0 e 2-2 i parziali).

Effettivamente, rimontare un 2-0 al Camp Nou contro i blaugrana ha il sapore di una vera e propria impresa, difficile da ripetere per qualsiasi formazione, e tanti più elogi son rivolti alla squadra di Roberto Di Matteo essendo riusciti a raggiungere la qualificazione giocando dal primo tempo in inferiorità numerica, dopo l’espulsione del capitano Terry, autore di un ennesimo gesto insensato, una ginocchiata rifilata nel fondo schiena a Sanchez, mentre la palla era distante.

Il Barcellona nel complesso delle due partite non ha demeritato per un solo secondo, ha schiacciato il Chelsea, il possesso palla è superiore al 70%, i tiri in porta sono esorbitanti e le nitide occasioni da gol son tante che non ci si capacita di come abbiano potuto fare solo tre gol. Tra pali e traverse colpiti i giocatori e tifosi catalani avranno certamente pensato ad una vera e propria maledizione.

Ieri sera non son bastati i gol di Busquets, assistito da un ottimo e giovanissimo Cuenca, e di Iniesta che ha messo in rete una palla d’oro servita dal sempre ottimo e martoriato dalla critica Leo Messi. A fine primo tempo la difesa catalana mostra le sue difficoltà, un buco in una ripartenza degli inglesi permette al brasiliano Ramires di presentarsi tu per tu con Valdes, l’uscita disperata del portiere viene punita con un pregevole pallonetto che sa di sacrilegio nel tempio del calcio, non si è abituati a vedere certe finezze dalle squadre avversarie.

Per il Barca il gol avversario arriva nel momento peggiore, a fine primo tempo, tuttavia la squadra di Pep Guardiola rientra in campo determinata più che mai, riprendendo quello che è un vero e proprio assedio. È proprio all’inizio del secondo tempo che Messi e compagni hanno l’occasione di siglare il gol qualificazione, quando Busquets viene messo giù in area di rigore e l’arbitro assegna il penalty. Il talento argentino si assume il compito di tirare dagli undici metri, ma la sua botta si stampa sulla traversa, la porta sembra veramente stregata.

Iniesta, Xavi e Fabregas sono il motore e l’immensa qualità dei blaugrana che continuano a far girare la testa ai londinesi, l’occasione migliore è ancora del numero 10 catalano, con un suo solito guizzo messi va al tiro ma la splendida conclusione si stampa sul palo.

Il Chelsea si prodiga in un catenaccio che ha ben poco di inglese e ricorda molto la tecnica italiana, Drogba si batte come un leone e finisce col fare il terzino e l’attaccante le poche volte che riesce a superare la propria tre quarti palla al piede, a dieci minuti dalla fine viene sostituito da Fernando Torres. L’attaccante spagnolo è solo l’ombra del campione che è stato un tempo, è imbarazzante come abbia difficoltà a controllare il pallone e solo stoppare la palla, e tuttavia sarà lui a condannare definitivamente il Barca segnando la rete del 2-2. Il tichi taca spagnolo si infrange sul muro inglese, la palla viene spazzata via lontano, in avanti, i difensori blaugrana sono tutti in attacco, Torres è in posizione regolare, facile facile salta Valdes e a porta vuota insacca rasoterra.

È una durissima sconfitta, dura da digerire per la squadra più forte al mondo che non smentisce mai quanto bene si dice di lei, ma i veri campioni si riconoscono anche nelle sconfitte, così come dimostra l’allenatore catalano, Pep Guardiola, intervistato a fine gara “Non possiamo andare a Monaco, e’ successo questo. In 180 minuti abbiamo fatto di tutto ma il pallone non e’ entratoAbbiamo fatto il possibile: probabilmente quest’anno non era il nostro turno e dobbiamo accettarlo, lo sport e’ questo. Non so se sia la mia serata piu’ triste. Abbiamo avuto tante occasioni, ma non le abbiamo concretizzate. Faccio i complimenti al Chelsea”.

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